Un dolce letto mi cullava e gli occhi pian piano si aprivano, mi sentivo pronto per continuare le prove carico e sempre più consapevole di andare avanti fino in fondo in quella strana situazione, mi mancava un poco Edmond, oltre che guida lo sentivo un pò come Padre, era diventato un punto fermo nella mia vita, una persona su cui poter contare e che ti capisce realmente nel profondo in quello che senti e che fai, una cosa rarissima nei giorni d'oggi.
Mi ritrovai in uno strano ambiente, fatto di vetro e metallo, sembrava un palazzo, gigantesco, con uno stile essenziale semplice ma futuristico ed innovativo, le pareti scure e con un materiale trasparente che sembrava vetro a tutti gli effetti, ma non lo era poiché quando lo toccai emanava una solidità ed una capacità incredibile di assorbire urti e suoni.
La luce era soffusa ed emanata continuamente da pareti, piante, oggetti strani e luminosi tondeggianti posti nel tappeto come se volessero indicare una corsia da seguire, accanto a queste luci vi erano degli strani simboli, strani ed affascinati, quanto avrei voluto capire cosa volessero dire!
Seguì il mio istinto e decisi di andare avanti per quella strana corsia, vi erano delle finestre, mi soffermai a guardarvi fuori e rimasi affascinato ed impaurito da quello che vedevo al di fuori.
Ero in mezzo all'universo e mi spostavo ad una velocità pazzesca, fuori era un insieme di luci ed ombre. Pianeti che sfrecciavano a velocità impressionanti.
Vedere l'universo da quel luogo strano e pieno di forza e mistero era incredibile, sembrava che fosse un piccolo tempio che vagava sfrecciando in tutto l'universo.
Ma mi chiedevo se dovevo trovare la prossima pietra, che ci facevo li e dove era nascosta la prossima pietra.
Cercavo Mao la mia guida in questa strana avventura, ma in quello strano luogo non vi era traccia di lui mi sentivo solo, non vi era traccia di anima viva in quel luogo.
Vi erano geometrie strane ed inusuali, che non avevo mai visto, strani disegni alle pareti, disegni stilizzati con forme regolari che diventavano irregolari, sulla destra scorsi una grande sala centrale, con al centro uno strano oggetto nero illuminato solo nella corona, che ruotava in un moto lento ma che sembrava eterno.
All'improvviso sentii una voce che mi disse:
Ecco la prossima prova adesso devi trovare la pietra dell'olfatto, e quindi ti verrà tolto questo senso come nelle altre prove, ma qui vi è una novità, il luogo dove sei è un luogo speciale, un luogo che può condurti in ogni luogo, attraverso il navigatore che vedi di fronte a tè, ma ti avverto se sbagli rotta, se sbagli luogo, ti perderai nello sconfinato universo senza poter più tornare indietro, l'unico modo per poter trovare il posto giusto è trovare dentro te la perfezione e per farlo, la parte più pura di te per farti guidare, nella rotta giusta, ed anche se tutto ti sembrerà non avere senso alla fine lo avrà.
La voce era di Mao, e mi dava sempre delle cattive notizie, quanto mi mancava Edmond ed anche se lo capivo del suo gesto di mandarmi in quel luogo per farmi diventare più forte, un po', ce l'avevo con lui che mi riempiva sempre di prove assurde da superare, al limite dell'assurdo.
Gli risposi:
Mao come devo fare per trovare la pietra, sono completamente solo in questo luogo, se non mi dai una mano ho paura di non farcela e di perdermi.
-Mi spiace ma non posso aiutarti, e ricordati non sei e non sarai mai solo, il tuo passato e il tuo futuro sono sempre in te, è solo il passo che percorri adesso che delimita uno stacco tra l' uno e l'altro, se riesci a spezzare i tuoi limiti mortali finalmente troverai nuove risposte e nuove domande, quindi concentrati su quello che ti ho detto e non arrenderti!!!!
Non sapevo se essere arrabbiato, o buttarmi giù, la solitudine ed il terrore in una situazione del genere, sono sensazioni normalissime, ero in un luogo che mi poteva portare in qualsiasi luogo, ma non sapendo dove dovevo andare, ero come cieco e sordo anche se quelle pietre le avevo gia trovate, ed in più mi era stato tolto l'olfatto.
Era inutile deprimersi la cosa fondamentale era restare lucidi, ed andare avanti in quella spirale di splendida follia.
Bastava trovarne il fulcro per capirne il senso, molte risposte le avevo trovare, molte altre erano li ad un passo quindi non dovevo fare altro che andare avanti, avevo a disposizione l'intero universo per trovare le mie risposte, forse tantissimi volevano essere al mio posto, ma vi ero io e dovevo essere all'altezza della situazione.
Di Giovanni Greco
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