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    (19/03/2007 - 19:26)

    Amore ed Odio Cubico (24esima puntata)

    di solinellanotte

     

    foto intervento

     

     

     

     

     

     

    I miei passi erano lenti e veloci in  un sincrono di  atmosfere che si sviluppavano in quel luogo, si sentivano dei suoni, che si sviluppavano e sparivano  in pochi secondi, mi incuriosivano parecchio e cercavo di individuarli, rimbombavano da una stanza ad un'altra, ed entravano da una stanza ad un'altra, qualcosa attraversava quel luogo da una stanza ad un  altra lasciandone un suono, cercavo di seguire quella scia, saltavo da una stanza all’altra per seguire quell'intervallo di suono, e mi avvicinavo sempre di più, fino a raggiungerlo.

    Una specie di onda sonora  luminosa, blu, rossa, verde, gialla, arancione, nera, bianca cambiava sempre colore e suono in continuazione a secondo della stanza che attraversava ed entrava ed usciva passando dalle pareti di quel luogo, cercavo di seguirla, ma i tempi di apparizione e scomparsa erano troppo rapidi e per i miei sensi.

     

     

    Il mio scopo era trovare la terza pietra, ma ero affascinato dal quel luogo, che catturava troppo la mia attenzione, di tanto in tanto le luci ed i suoni raddoppiavano e culminavano in un unico punto, mi recavo verso quella parete, verso quella porta, anche se non era l'unica in cui culminavano quelle onde di luce.

     

     

     

    Spinsi la porta e s'aprì, musiche e suoni l'attraversavano, come descriverli, un'enorme stanza, con luci soffuse e colorate che cambiavano intensità, il blu e il verde erano predominanti. La stanza  era divisa in diversi livelli, al centro vi erano delle scalinate, a cerchio, che con dei gradini che dividevano l’ambiente, sopra vi erano 2 cubi, che giravano, sospesi , in una rotazione che variava di velocità e traiettoria, in continuazione a destra, sinistra, giravano e rigiravano, un cubo era rosso ed uno era blu ed emanavano luci di intensità incostante, 2 cubi con sei facce ognuna delle quali vi era un simbolo.

     

     

    Per ogni lato una sensazione e  un'espressione di sentimento codificato diversamente, le facce del cubo blu erano positive e quelle del cubo rosso negative.

    In quello blu vi era la 1 Felicità, 2 Soddisfazione, 3 Gioia. 4 Amore. 5 Salute 6 Risposte, mentre in quello Rosso esattamente il contrario, 1 Tristezza, 2 Insoddisfazione, 3 Depressione, 4 Odio, 5 Malattia, 6 Domande.

     

     

    Al centro di questi due cubi vi era una sfera luminosa che, a seconda della rotazione dei due cubi, questi  vi proiettavano contemporaneamente dei raggi, era come se oltre le facce i cubi avessero anche gli spigoli con cui fondevano i simboli  delle facce per creare nuove sensazioni.

     

     

    Forse quello che diceva Heisten era vero che Dio giocava a Dadi, forse quelli erano i famosi dadi ed io ero uno dei pochi che poteva assistere a quell'evento.

     

    Sembrava tutto così particolare, austero e semplice, ma come potevo rispondere alla mia domanda e trovare la pietra che tanto cercavo?

     

     

    I dadi giravano sempre in un moto continuo, sembrava che non avesse mai fine, un particolare di quella stanza mi colpì, in una parete in basso vi era un incisione con  una frase scritta, mi avvicinai per leggere quella frase  e rimasi turbato dal suo significato, Il vento della guarigione e l’acqua della vita, se dovessero unirsi darebbero luogo, alla vita eterna.

     

     

    Queste frasi erano scolpite  in una lastra di marmo e sotto vi era un simbolo di tre triangoli, con un cerchio più piccolo al centro.

    Un rumore colpì la mia attenzione e corsi verso un'altra stanza dove vi era un immensa cascata, l’acqua scorreva tutto intorno alla stanza e vi girava intorno, soffitto, pareti, pavimento, sembrava di stare in una culla d’acqua che isolava chi vi stava dentro da tutto il resto che vi stava fuori.

    Quel rumore che aveva catturato la mia attenzione era il rumore di una goccia, al centro di questa stanza, una goccia lenta e piccola che al contatto con l’acqua amplificava il suo rumore in maniera inverosimile.

    La goccia scendeva e risaliva, cambiando colore in continuazione in quella stanza si respirava un aria freschissima, ma nemmeno quella stanza poteva aiutarmi a trovare quello che cercavo.

     

     

    Di Giovanni Greco

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